La Piccola Fonte

Gigliola Tallone, 16 Luglio 2026


 

 

 Una inaspettata quanto bellissima sorpresa: il numero due -1febbraio 1913- del mensile La piccola Fonte, rivista ideata da Virginia Tango Piatti (Agar), edita da Ferrante Gonnelli-Firenze, è stato ritrovato e pubblicato in un catalogo di raffinatissima veste per i 150 anni della attività editoriale della libreria antiquaria Gonnelli (1875-2025), compendiato dalla mostra alla Biblioteca Marucelliana (21 ottobre-19 dicembre 2025). Ringrazio di cuore Roberto Maini, co-curatore della mostra e catalogo, che ha avuto la gentilezza di leggere il mio libro dedicato a Virginia “Agar” e di riscoprire nella sua cura attuale il numero superstite di quella rivista a cui la mia prozia era particolarmente affezionata, e fino a pochi anni fa data per totalmente dispersa nella alluvione di Firenze.

 Queste le annotazioni a riguardo, nel mio libro pubblicato il 2010: Virginia abitava a Firenze in Piazza del Capitolo,1 già dal 7 dicembre del 1912, come si evince da una lettera a Mario Novaro, nella quale accenna alla “La Piccola Fonte, mensile di letteratura, arte, vita sociale”. Aveva scelto il titolo della rivista per evocare l’omonimo dramma del lontano parente Roberto Bracco, al quale era legata da fraterna amicizia. Si tratta quindi della prima iniziativa di Agar socia del Lyceum fiorentino, rivista della cui vita solo le lettere testimoniano. La rivista fiorentina, che ebbe breve durata, solo sei numeri dal gennaio 1913 al mese di giugno dello stesso anno, appare inizialmente bene avviata. Virginia la definisce “La Piccola Fonte è per giovanette e riuscirà elegante per disegni ed avrà dei bei nomi fra i collaboratori”. Nella lettera a Novaro chiede il permesso di prendere qualche lirica dal “Cestello”, raccolta di versi già pubblicata due anni prima, di Angiolo Silvio Novaro, fratello di Mario. Nel n.1 Virginia, con lo pseudonimo Agar, pubblica una recensione sulla raccolta dei canti di Mario Novaro “Murmuri ed echi”: “Mario Novaro ha nell’arte, che ha forma sobria e nuda ed è poesia vera nobilissima, qualche cosa dell’umile sguardo di Francesco d’Assisi e qualche cosa del gesto non curante da gran signore di Lorenzo il Magnifico”. Dalle lettere di famiglia un altro nome di collaboratore: Umberto Romanele, che ringrazia per aver ricevuto l’abbonamento “a vita” il 7 giugno del 1913 “…profitto dell’occasione per ringraziare codesta onorevole direzione per l’abbonamento a vita (che auguro bellissima e prospera) della bella e utile pubblicazione, e per le parole d’elogio ai miei versi, elogio che accetto come incitamento a far meglio”. Ancora, nel libro di Sergio Solmi, compare la collaborazione con La Piccola Fonte di Oreste Ferrari, che Agar conosce il 1912 ad Arco di Trento. Giuseppe Laterza in una lettera del 22.4.1913 comunica a Virginia che, non potendo giudicare un lavoro dal poco che ha letto nella “La Piccola Fonte”, si riserva di esaminare tutto l’originale. Fatalmente la rivista chiude dopo il mese di giugno, seguendo la sorte di altre iniziative letterarie, fallite non per demerito, ma per mancanza di fondi. Il 22.3.1915 Virginia scrive in una lettera alla sorella Eleonora che le invierà un numero in più della Piccola Fonte… “a quella rivistina-tentativo ingenuo-ci tengo. La farò rilegare in questi giorni”. Una delle caratteristiche di Agar sarà quella di aiutare i giovani poeti e intellettuali a trovare spazio su giornali e riviste. Lo farà molte altre volte, per le sue conoscenze nel giornalismo e per generosità, ma soprattutto col “naso” di chi sa scoprire dei veri talenti, come nel caso del giovane Guido Lodovico Luzzatto.

Sintesi tratta da “Gigliola Tallone, Virginia Tango Piatti “Agar”. Una vita per la Pace”, ed. Transfinito 2010