Estratto dal testo del libro “il pianoforte giapponese a 100anni di Yoko Sakai  

 Quando il capo ricercatore della Yamaha Sig. Taguchi (si pronuncia in italiano Taguci) ha letto l’articolo sulla prima tournée di Benedetti Michelangeli in Giappone nel 1965, ha pensato che Michelangeli fosse una persona bizzarra, ricca o grande pianista perché all’epoca portare il pianoforte con sé in Giappone non era frequente e voleva vedere quel pianoforte e incontrare l’accordatore se possibile... Taguchi ha preso contatto con l’organizzatore di tale tournée per incontrare Michelangeli e il suo accordatore. Nel frattempo si recò a Tokyo insieme al suo collega Ojima per assistere al primo concerto dell’8 marzo 1965. Il pianoforte posizionato nella sala “Tokyo Bunkakaikan” è uno Steinway normale, ma cominciando l’esecuzione della Sonata di Scarlatti tutti gli spettatori sono rimasti sbarolditi. Il noto musicologo giapponese Sig.Yoshida ha scritto la recensione “il pianoforte ha il suono di 7 timbri diversi come se fosse arcobaleno”. Di seguito, in una delle ultime sonate di Beethoven si notava un evidente diverso timbro rispetto a quella di Scarlatti con lo stesso strumento. Aveva assistito il concerto dello stesso giorno anche il tecnico accordatore di Yamaha Sig. Murakami che lavorava al negozio di Tokyo allora. Un giorno dopo ha visto il Presidente Kawakami nel negozio e gli ha riferito l’entusiasmo del concerto e suggerito di migliorare la qualità del pianoforte. Kawakami, dopo aver ascoltato il secondo concerto dell’11/3, pochi giorni prima del rientro in Italia, è riuscito a far visitare a Tallone la fabbrica di Hamatsu. I tecnici accordatori della Yamaha sono rimasti stupiti che l’accordatore di Benedetti Michelangeli fosse “Quel Tallone”. Per la ditta Yamaha era la seconda volta che invitava un tecnico di pianoforte dall’estero. Dopo il tempo per ottenere il visto, Tallone è venuto a novembre dello stesso anno (1965). (secondo documentazione per 1mese da seconda metà di novembre.) Concentrato nell’obbiettivo “l’obbiettivo di far il grancoda di Yamaha il numero uno al mondo”, decide di realizzare un prototipo del grancoda, per assorbire interamente il pensiero di Tallone. Compierlo in un mese era un progetto durissimo, cosicché i tecnici dovevano lavorare giorno e notte. Innanzitutto Yamaha spiega a Tallone la procedura della propria ditta. Tranne le cose che aveva accettato Tallone, lui indica disegnando uno schizzo per ogni punto. Il capo tecnico Sig.Kageyama: un giovane tecnico affiancava Tallone, prendeva appunti e scriveva “Tallone report” senza far scappare nulla e lo comunicava al disegnatore. Quest’ultimo realizza il disegno entro la mattina del giorno dopo. Avvenuto il controllo di Tallone, gli operai realizzavano immediatamente i pezzi che servivano. Lo ripeteva come “routine”. Fu realizzato lo strumento senza la verniciatura nonché l’invecchiamento del legno. Tale prototipo diventò uno strumento bizzarro in quanto non assomigliava al pianoforte Yamaha dell’epoca. Murakami commenta “Ho sentito il suono di Scarlatti. Soprattutto il suono luminoso come il raggio di sole Italiano. Se dico male, manca la profonditá e l’intensità di quello tedesco. Anche usando lo stesso materiale, il suono cambia con la struttura diversa del pianoforte. Questa scoperta è molto interessante.” Sig.Kagheyama commenta ancora sull’eredità lasciata da Tallone ai tecnici della Yamaha: la sintesi “dell’insegnamento di Tallone” è coerenza ed equilibrio. La lunghezza del telaio è il punto di chiave. E poi lui si rende conto del metodo Tallone dopo aver avuto tanti anni di esperienza: Tallone controllava ogni punto, anche se esteticamente uguale al disegno, controllava incollaggio, essicazione, o se gli operai lavorano come indicava lui ecc. Quando i tecnici avevano dubbi su alcune indicazioni tecniche di Tallone o certi metodi erano esclusi nel passato, riflettendo a ciò, ritenevano che delle cose erano da lasciare perdere e altre da acquisire. Così I tecnici furono stimolati. Inoltre Tallone insegna ai tecnici di Yamaha di nuovo l’importanza della tecnica di registrazione, accordatura e intonazione, una volta pronto il pianoforte. Per poter posizionare il pianoforte Yamaha come numero uno al mondo, non basta il suono più bello al mondo, ma anche i tecnici della Yamaha che lo curano, devono diventare i più bravi al mondo. Perciò devono approfondire anche questo argomento. Kuwabara commenta “Sapevo tale importanza, ma mi sono reso conto che così cambia il carattere del pianoforte. Dopo aver completato il prototipo del modello “CF” (grazie a Tallone), la ditta Yamaha continuava la ricerca del miglioramento del telaio. Il capo fabbrica Sig.Matsuyama ha ordinato ai tecnici di presentare dei progetti, distribuendo un foglio dal capo tecnico ai giovani. Alla fine hanno preso l’idea del Sig.Kageyama, all’epoca un giovanissimo tecnico, usando il collettore metallico che collega i supporti. Così il telaio e i supporti ricevono il suono che produce la tavola armonica e attraverso il medesimo collettore lo trasmette fino in fondo del pianoforte... Prima della presentazione del modello CF nel 1967 Yamaha, allo scopo di creare il pianoforte che “possano risuonare le note acute”, ha costruito circa 50 pianoforti prototipi raccogliendo tante idee, chiamando dei noti pianisti giapponesi in fabbrica o alla sala da concerto. Anche i noti pianisti stranieri come Daniel Baremboim e Giorges Cziffra hanno suonato i prototipi. A quest’ultimo piaceva tanto il modello CF cosìcché l’ha comprato per sè.

Foto del disegno nel quale Tallone ha spiegato la posizione in cui mettere il collettore di sua invenzione. Prima di donarlo, Tallone ha fatto eseguire la foto. (Biblioteca del conservatorio di Novara, 1966)